RESOCONTO DELLE PROTESTE INTERNAZIONALI
In Svizzera e Francia...
SVIZZERA
Uno dei paesi più importanti per la campagna per chiudere HLS è proprio
la Svizzera, dove hanno sede alcune delle più ricche e potenti multinazionali
farmaceutiche e biotech del mondo. Da ottobre scorso un gruppo determinato
di attivisti elvetici ha organizzato decine di presidi davanti ai quartieri
generali e stabilimenti di alcuni dei maggiori clienti di Huntingdon:
Novartis, Actelion, Arpida e Syngenta. La nostra carovana, dopo
le proteste italiane, ha fatto dunque tappa a Basilea, capitale della
chimica europea. Prima però, il martedì pomeriggio, ci fermiamo brevemente
a Berna, dove sono presenti degli uffici della Novartis Consumer
Health, per una breve ma rumorosa protesta (dato che le autorità hanno
concesso solo un’ora di presidio). Qui troviamo anche numerosi attivisti
locali.
Il giorno dopo, mercoledì 9 aprile, iniziamo la giornata basilese
con un presidio davanti alla Novartis Campus, quartiere generale
di questa multinazionale dello sfruttamento. Essendo a Basilea,
il potere della lobby farmaceutica si fa molto più ossessivo e non a caso
gli attivisti svizzeri sono sottoposti ad assurde restrizioni. Vietato
l’uso di megafoni, fischietti, tamburi e qualsiasi altro strumento di
amplificazione del suono. Vietato rivolgere le nostre lamentele direttamente
ai dipendenti e dirigenti che entrano al lavoro, ma solo all’azienda in
generale. Inoltre siamo confinati dietro a transenne che delimitano i
confini da non oltrepassare. Leggendo questo potrebbe sembrare una protesta
noiosa o poco utile… niente di più sbagliato. Abbiamo di fronte le persone
che con una firma o una telefonata possono mettere fine alla collaborazione
di Novartis con HLS e pur senza megafoni ci facciamo sentire. Gli eleganti
e distinti signori e signore che passano vicino a noi a bordo di macchinoni
o a piedi sembrano alquanto indispettiti della nostra presenza! Alcuni
ci mostrano il dito medio, altri (molti) abbassano lo sguardo. Dalle 8.00
alle 10.00 urliamo fino a perdere la voce per gli animali torturati dietro
le mura di HLS.
Dopo una protesta davanti alla sede generale di Syngenta ci spostiamo
fuori città davanti al quartier generale dell’Actelion. I dipendenti
si aggirano come ombre dietro ad un’enorme tenda che copre tutta la facciata.
Appena finisce la protesta e saliamo in furgone ecco che magicamente la
tenda viene alzata… Queste persone, che dicono di dedicare la propria
vita alla ricerca di rimedi per salvare l’umanità intera, non hanno nemmeno
il coraggio di confrontarsi con un gruppo di attivisti che, sotto la pioggia
battente, tengono dei cartelli raffiguranti la realtà della loro scienza
tanto acclamata. Per terminare la giornata torniamo per un’ora alla Novartis
Campus per salutare i dipendenti di Novartis all’uscita dal lavoro.
Senza dubbio queste proteste non sono passate inosservate nei grattaceli
di Novartis. Lasciamo gli attivisti locali e partiamo per Parigi per due
altre giornate di proteste.
FRANCIA
Giovedì:
Di solito si va a Parigi in vacanza, si visita la Tour Eiffel,
Eurodisney o il Moulin Rouge, ma per noi c’era un’attrazione ben più divertente
ossia la sede generale di Sanofi-Aventis! Da anni a Milano e altrove
in Italia attivisti hanno manifestato contro questa multinazionale farmaceutica
francese e finalmente eccoci qua davanti ai boss parigini in persona.
Per ben tre ore una quarantina di attivisti bombardano di slogan l’edificio
di Sanofi: “Assassins!”. La gendarmerie è molto suscettibile e dopo appena
5 minuti dall’inizio della protesta porta già via un’attivista olandese
(che comunque verrà rilasciato nel corso della giornata).
In seguito usciamo dal centro per andare alla sede centrale francese di
Novartis, dove insceniamo la sesta protesta in quattro giorni contro
"Vasella and company"! Una delle proteste più rumorose del tour.
Immaginatevi una decina di megafoni al massimo volume, ed una quarantina
di attivisti che urlano a squarciagola e prendono a pugni il cancello
creando un baccano assordante. Vive la France!
Qui le proteste durano tre ore e come ultima tappa di giovedì si va agli
uffici parigini della Bristol Myers Squibb. Decine di macchine
escono dai parcheggi sotterranei e ben pochi dipendenti trovano il coraggio
di uscire a piedi dal lavoro. A poco a poco arrivano i taxi che, su consiglio
della polizia, prelevano i dipendenti entrando nei parcheggi di Bristol
al fine di non dover far camminare gli aguzzini troppo vicino agli attivisti…
Venerdì:
Grazie anche all’apporto dato da attivisti francesi a campagne internazionali
come quella per chiudere Huntingdon Life Sciences, negli ultimi anni il
movimento di liberazione animale in questo paese è in forte crescita.
Alcuni attivisti parigini hanno quindi deciso di iniziare a concentrarsi
anche su obbiettivi locali dell’industria della vivisezione.
Il 27 dicembre 2007 l’Animal Liberation Front ha liberato
diversi animali e documentato le orribili condizioni di vita degli animali
allevati nell’allevamento di Marie Lessieux, che rifornisce i laboratori
di vivisezione e gli istituti per la didattica. Migliaia di topi, rane,
conigli, ratti e vari tipi di insetti detenuti in condizioni agghiaccianti
in una struttura isolata a Ardenay, un paese di campagna a qualche
ora da Parigi. Gli attivisti francesi hanno inoltre scoperto che, nonostante
questo allevamento non avesse il permesso di allevare gatti, ci sono dei
documenti che testimoniano della spedizione di gatti ai laboratori. Questo
lascia pensare che Marie Lessieux rubi i gatti domestici per venderli
ai laboratori, anche perché in Francia non esiste una legge che vieti
la vendita di gatti domestici ai laboratori. Inoltre, parlando con gli
abitanti del paese, gli attivisti hanno scoperto che decine di abitanti
hanno perso il proprio gatto negli ultimi anni… Nella mattinata una quarantina
di attivisti ha marciato tra le vie del paese cantando all’unisono: “Marie
Lessieux Assassins!” e distribuendo centinaia di volantini agli abitanti.
Il piccolo corteo si è poi spostato verso l’allevamento dove si è svolto
un presidio di circa un’ora e mezza. Il supporto da parte degli abitanti
è stato molto commovente ed alcuni si sono uniti al corteo fin davanti
all’allevamento. Questa era la seconda protesta davanti a questo lager
ma pare proprio che gli attivisti francesi siano decisi ad iniziare una
campagna di pressione per chiudere questo luogo di tortura.
Nel pomeriggio si è svolto un presidio davanti ad un’enorme centro della
GlaxoSmithKline, cliente di HLS. Un grosso spiegamento di polizia
non ha fermato la protesta che ha accompagnato con cori e urla ogni dipendente
che ha avuto il coraggio di uscire nel parcheggio.
L’ultima protesta si è svolta davanti ai laboratori del C.I.T. (Centre
Intérnationale de Toxicologie) a Evreux, laboratorio che testa
qualsiasi tipo di prodotto chimico o farmaceutico su miliaia di animali.
Qui gli attivisti hanno accolto l’uscita dei dipendenti e hanno mostrato
a tutti i passanti le immagini di ciò che succede in posti come il C.I.T.
Molti automobilisti hanno mostrato il loro supporto. Dopo tre ore di protesta
si è dato fine a questo tour europeo, durante il quale, oltre a creare
problemi agli aguzzini, abbiamo potuto conoscere nuovi attivisti, scambiare
contatti e fare nuove amicizie. Il movimento di liberazione animale sta
crescendo anche in paesi dove non esisteva una lunga tradizione di lotte
animaliste e lascia presagire un futuro difficile per chi continua a lucrare
sulla pelle di centinaia di migliaia di animali macellati in nome della
scienza.
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