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| SHAC TOUR SVIZZERO Resoconto dello SHAC Tour in Svizzera Una ventina di attivisti di diverse regioni della Svizzera si sono riuniti per due giorni di proteste contro alcuni importanti clienti del noto laboratorio di vivisezione Huntingdon Life Sciences. Sono stati visitati tutti i quartieri generali di queste aziende come pure altre loro sedi, mandando un messaggio forte e chiaro alle persone che con una semplice firma possono decidere del destino di 500 animali uccisi ogni giorno dentro HLS. Ad ogni protesta attivisti locali si sono uniti al gruppo in tour dimostrando che il movimento di liberazione animale e' in crescita pure in questo paese, di importanza capitale per l'industria chimica e farmaceutica. Lunedi' primo ottobre la prima protesta del tour si e' svolta davanti all'enorme stabilimento di Novartis Consumer Health a Nyon, nel canton Vaud. Dalle 11.00 alle 14:00 gli attivisti hanno sbattuto in faccia le immagini degli animali mutilati ad HLS ad ogni persona che entrava nello stabilimento, in macchina o a piedi, urlandogli in faccia tutto il proprio disprezzo. Aiutati da sei megafoni, fischietti, volantini e trombe, il forte baccano si sentiva a centinaia di metri di distanza e in tutti gli edifici che compongono questa sede di Novartis. Il giorno successivo su un giornale nazionale e' uscito un articolo in cui, dopo aver esposto abbastanza oggettivamente le ragioni della protesta spiegate sul volantino, e' stata data la parola al responsabile di Novartis International per la ricerca, un tale Paul Herling, il quale ha affermato che due anni fa Novartis ha fondato un organo di controllo dei laboratori e delle aziende a cui commissiona esperimenti chiamato "Novartis Animal Welfare", che si assicura che il benessere degli animali venga rispettato ma quando la giornalista gli ha chiesto di HLS, il signor Herling, fingendo di non sapere nulla, le ha risposto che Novartis "valutera' di cosa si tratta" Il secondo presidio della giornata si e' svolto davanti ad un'altra sede di Novartis a Berna. Qui si e' potuto rovinare le ultime ore di lavoro dei dipendenti, aiutati anche dall'edificio con l'entrata "a vetrata" dalla quale potevano vedere i cartelloni e sentire chiaramente le cose spiegate al megafono. Da questo presidio in poi un nuovo amico si e' unito alle proteste, e le ha seguite pure il giorno successivo davanti ad ogni sede di Novartis: una losca figura mandata da Novartis apposta da Basilea per monitorare le proteste. Questo fa capire quanto disturbo danno a questi colossi presidi come queste casa loro. Martedi' 2 ottobre dalle 07:30 c'erano gia' una ventina di persone davanti ad una delle entrate dei quartieri generali di Novartis a Basilea, raggiunte poi da altri attivisti nel corso della mattinata. Per nulla intimoriti dall'imponenza degli edifici di questa multinazionale assassina per ben tre ore e mezzo non c'e' stato nemmeno un minuto di silenzio ed ogni persona che e' entrata ha dovuto fare i conti con decine di attivisti che gli urlavano slogan nelle orecchie: "Close down HLS", "Stoppt Tierversuche"(basta vivisezione) e "Novartis Tiermörder" (assassini di animali). Dalle torri di Novartis la protesta non e' passata di certo inosservata! Tappa successiva della giornata: il quartiere generale di Actelion, un altro importante cliente di HLS, ad Allschwill, appena fuori Basilea. Al loro arrivo gli attivisti si sono trovati davanti un edificio le cui finestre erano nascoste da grandi tende che coprivano una parete intera dell'edificio, guarda caso proprio la parte che dava sull'entrata, dove era stata autorizzata la protesta. Dopo qualche minuto qualcuno si e' accorto che dentro non era per nulla vuoto, e all'orario di pranzo i dipendenti di Actelion sono usciti a piedi da una porta sul retro da dove erano visibili dagli attivisti. Per tutta la durata della pausa si potevano scorgere persone camminare tra gli edifici di Actelion e, con l'aiuto di 6 megafoni e' stato ricordato che fare affari con HLS vuol dire fare affari con proteste come queste. Basilea e' la capitale europea dello sfruttamento animale ed e' di fronte
ad una grossa stazione ferroviaria al confine con la Germania che si trova
il quartier generale di una delle piu' schifose multinazionali che inquinano
questo pianeta, ovvero Syngenta. Questa azienda e' simbolo piu'
di ogni altra della furia ecocida che la nostra civilta' ha raggiunto:
cliente di HLS, produttrice di pesticidi che avvelenano la Terra e i suoi
abitanti, manipola la vita con l'ingegneria genetica. Oltre ovviamente
a fare pressione sui dipendenti e a rovinargli la giornata lavorativa
si e' fatto anche un volantinaggio alla stazione, da dove decine di persone
si fermavano ad osservare la protesta. Per concludere questa intensa giornata di proteste si e' tornati davanti ad un altro stabilimento di Novartis, o meglio, in una via composta unicamente da stabilimenti ed uffici di Novartis Qui il presidio era molto visibile e posizionato al bordo di una strada
molto trafficata. Anche qui alcune persone hanno espresso in modo a dir
poco caloroso il loro supporto alla protesta. Un signore si e' unito ai
manifestanti urlando e sbattendo in faccia il volantino ai dipendenti
di Novartis che uscivano dal lavoro. E non si puo' non ricordare la signora
che, appresa la triste realta' delle torture di cui Novartis e' complice
ad HLS, non pensandoci due volte ha tirato un calcio ad una bicicletta
di un dipendente posteggiata davanti allo stabilimento scaraventandola
a terra! Queste due giornate di proteste sono state molto importanti per vari
motivi. Da una parte hanno permesso ad attivisti provenienti da diverse
parti del paese di riunirsi, fare nuove amicizie e lottare per una causa
comune. Sempre piu' persone si stanno avvicinando alle lotte di liberazione
animale in Svizzera e e' difficile descrivere l'entusiasmo con il quale
tutti hanno preso parte attivamente ai presidi. Dall'altra questo non
puo' che essere un'ottima notizia per gli animali imprigionati ad HLS.
Le autorita' svizzere hanno cercato in ogni modo di vietare le proteste
in passato, distribuendo fogli di via dal paese ad attivisti stranieri,
ma ora sono gruppi locali svizzeri a dare il loro sostegno alla lotta. |
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