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NESSUNA TREGUA
PER I VIVISETTORI

Resoconto dei presidi contro Harlan e
contro AXA Assicurazioni

Venerdi' 5 ottobre abbiamo deciso di aderire alla settimana globale di azione contro Harlan, promossa da attivisti olandesi che si battono contro la costruzione di un nuovo laboratorio di vivisezione a Venray, laboratorio del cui progetto Harlan farebbe parte.

Abbiamo approfittato di questa opportunita' per fare pessima pubblicita' allo stabilimento Harlan Nossan di Correzzana, Milano, ma anche per poter parlare di un'audace liberazione avvenuta lo scorso novembre da questo stesso stabilimento, quando calandosi dal tetto attivisti del Fronte Liberazione Animale hanno portato in salvo 18 macachi e 1.000 topi. Una liberazione che ha avuto scarsissimo spazio sui media, compresi quelli locali, ma di cui adesso si e' tornato a discutere grazie al nostro presidio.

Alle 12.00, prima di recarci davanti alla Harlan Nossan, abbiamo pensato pero' anche di visitare gli uffici nazionali di AXA Assicurazioni a Milano. AXA e' il principale azionista di Huntingdon Life Sciences e non possiamo permettere che un tale spregiudicato e insano investimento possa essere fatto senza problemi. Una quindicina di attivisti ha presidiato gli uffici AXA per un'ora e mezza, mostrando cartelloni alle decine di dipendenti che uscivano per la pausa pranzo, parlando al megafono e facendo un gran baccano udibile da tutta la strada...
Sono alcune settimane di fila che ci rechiamo davanti a questo ufficio, ma non ci stancheremo di ripetere che chi investe in HLS investe nella tortura e si merita le attenzioni del movimento di liberazione animale!

Nel pomeriggio ci siamo poi finalmente spostati a Correzzana, davanti alla Harlan, dove abbiamo trovato molti altri manifestanti e siamo presto diventati una quarantina. La Harlan Nossan di Correzzana si trova un po' fuori dal paese, pur avendo molte case nelle vicinanze, e ha accanto dei campi ed il bosco. Si tratta di un enorme capannone senza finestre, squadrato, anonimo, che senza saperlo non farebbe assolutamente pensare ad un allevamento.
Un impianto di condizionamento dell'aria udibile dall'esterno e' probabilmente l'unica fonte di ossigeno per migliaia di animali che non hanno mai visto e mai vedranno la luce del sole. Davanti al capannone una piccola palazzina adibita probabilmente ad uffici.
Il posto appariva deserto, come immaginavamo gia' di trovarlo. Nessuna auto, nessun movimento, se non quello di una guardia giurata che e' stata per tre ore e mezza vicina alla sua macchina all'interno della proprieta' che doveva difendere, pagato da assassini senza scrupoli.
Ma chi e' arrivato prima di noi ci ha assicurato di aver visto qualcuno rintanarsi all'interno, e poi abbiamo avuto conferma di due persone dentro gli uffici. Contro queste due persone per tutta la durata del presidio abbiamo diretto la nostra rabbia, espresso il nostro disprezzo piu' profondo e svuotato i nostri polmoni.
Li abbiamo aspettati fino alle 19.00, ma hanno semplicemente abbassato le tapparelle barricandosi ancora di piu' all'interno. Pare in realta' che fossero due guardie private anche loro, pur in borghese, addette alle telecamere, ma questo non toglie la loro complicita' con lo sterminio che avviene all'interno di questo luogo orribile.
Gli altri, i dipendenti e i vivisettori di Harlan, non avevano avuto il coraggio di aspettarci e vederci.

Durante il presidio molti attivisti hanno fatto giri nel paese per distribuire volantini e metterli nelle cassette della posta. La risposta di vicini, e non solo, e' stata ottima. Molti negozianti si sono presi volantini da esporre sui banconi, altri hanno espresso tutta la loro solidarieta'. Una signora ci ha raccontato di come il figlio, andato alla Harlan in cerca di lavoro, se ne sia fuggito disgustato. Un'altra invece di come vent'anni fa', da ragazzina, abbia portato a casa e salvato un beagle scappato dall'allevamento (pare che al tempo i cani fossero allevati alll'esterno)!!
Pensiamo che togliere il velo di segretezza rispetto a questa azienda sia un primo importante passo per rovinare la loro immagine a livello locale, il che' puo' avere una certa ripercussione per esempio sui dipendenti che vivono nella zona, che si vedranno additati per quello che sono, dei mostri insensibili.
Le nostre iniziative contro questo luogo di tortura sono appena cominciate, ma la buona risposta di chi ci abita vicino ci da la forza e la speranza per continuarle.

Laboratorio Antispecista
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