IL VERO VOLTO DI SYNGENTA
Militante Sem Terra assassinato da milizia arruolata dalla multizionale biotech svizzera
Le proteste della campagna SHAC portano attivisti davanti ai cancelli
di alcune delle multinazionali più potenti del mondo, che ogni giorno
mietono migliaia di vittime umane ed animali, devastano l’ambiente e manipolano
il vivente. È nella logica di queste aziende e del sistema economico di
cui esse dettano le leggi sfruttare ogni forma vivente in nome del profitto.
È di qualche settimana fa la notizia dell’assassinio di un militante del
movimento dei lavoratori rurali Sem Terra (MST) da parte di una
milizia armata arruolata dalla multinazionale svizzera Syngenta,
nonché cliente di Huntingdon Life Sciences, nello stato di Paranà, in
Brasile. Il movimento Sem Terra si batte contro la coltivazione
di OGM e per un’equa distribuzione delle terre. Il militante ucciso
faceva parte di un gruppo di 150 persone che avevano occupato delle Terre
rubate da Syngenta per coltivazioni OGM.
La polizia federale ha arrestato, con l'accusa di omicidio, un membro
del servizio di sicurezza ingaggiato da Syngenta Seeds a difesa
delle sue proprietà. Le organizzazioni contadine alleate da tempo denunciano
sempre più frequenti attacchi di gruppi armati organizzati e coordinati
da due imprese di facciata, la Società Rurale della Regione Ovest e
il Movimento dei Produttori Rurali (Mpr), legati agli interessi dei
latifondisti e dell'agro-business. Nel marzo 2006, i campi sperimentali
sono stati occupati da 70 famiglie di agricoltori per protesta contro
la riproduzione di semi transgenici nello stato del Paranà dove è illegale
coltivare soia OGM. Dopo sei mesi di resistenza, gli occupanti hanno dovuto
lasciare le terre per poi tornarci al fine di sollecitare l'esproprio
da parte delle autorità dei terreni dove le aziende coltivano illegalmente
semi transgenici, tra cui quello della Syngenta, e ridistribuirli ai contadini
per la riproduzione dei semi locali.
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